Pubblicato da Gio Iac | 0 commenti

Recensione Windows 8 build 7955

Ed eccoci qua. Altro giro, altra build. Stavolta, il leak è avvenuto per la 7955, ramo fbl_srv_wdacxml, del 28 Febbraio. Abbastanza recente, dunque, e in grado di fornirci buone indicazioni sullo sviluppo di 8. Piuttosto che partire da zero come fatto per la recensione della 7850, utilizzeremo quella come base per capire cosa è cambiato.
Innanzitutto, è cambiato il kernel. Non ci troviamo più davanti alla versione 6.1, come nel caso della 7850, ma alla 6.2. La nuova versione è presente in tutte le build di 8 create dopo la 7850, l’ultima del ramo Milestone 1. Dalla Milestone 2 in poi, il kernel non è più “parificato” con quello di 7.
Proprio nel winver troviamo una piccola novità, visibile nelle finestre sprovviste di pulsanti Riduci a icona e Massimizza/Minimizza. Il pulsante di chiusura è più compatto. Nessun’altra variazione, oltre a ciò: permangono i titoli al centro, così come il bug dell’effetto vetro, che viene applicato solo sulla barra del titolo e non anche sul resto del bordo.

L’installazione, stavolta effettuata su VHD (da razziatore, e infatti non posso parlarvi delle funzionalità sbloccate con la Red Pill, in quanto non funziona con i VHD), è stata abbastanza veloce, finendo al desktop in poco meno di mezzora. La schermata di login è stata leggermente ritoccata rispetto a quella di 7: semplicemente, è stato tolto il riferimento a Windows 7, presente invece nella 7850. Ciò che però colpisce sin da subito è la presenza di Aero anche in assenza di driver grafici. Il rendering avviene infatti via software, con pregi e, purtroppo, soprattutto difetti del caso. Rende il sistema veramente lento da utilizzare, in quanto carica tutto il lavoro sul processore anziché sulla scheda grafica. Di conseguenza, non si rivela una buona soluzione per i PC meno potenti. Una volta installati i driver grafici, Aero si è dimostrato ben performante e stabile.
Poche le differenze in termini di aspetto dalla 7850. L’unica vera novità sembra essere la barra della lingua, posizionata ora tra le icone di stato e l’orologio. Premendovi, compare uno switcher per le lingue in stile Metro.
Lo stile è abbastanza raffazzonato, inconsistente con il resto del sistema, ma a questo stadio di sviluppo è qualcosa che si può tranquillamente perdonare, tanto più che comunque funziona senza problemi. Per chi volesse, comunque, è possibile ritornare alla vecchia barra della lingua presente sino a Windows 7.
Internet Explorer 9 è regolarmente presente in questa build, e funziona piuttosto bene, anche se le prime volte si è rivelato ai limiti del nagware, continuando ad aprire ad ogni avvio la tab di benvenuto che viene aperta alla prima esecuzione post-installazione di Internet Explorer 9.
Come build, teoricamente questa di Internet Explorer 9 si troverebbe tra la RC e la RTM. Ma non è così: in verità non è Internet Explorer 9. E’ già proiettato verso la 10, in quanto il motore di rendering sembra supportare elementi in più rispetto alla RTM di Internet Explorer 9. A confermarlo è anche l’HTML5 Test: dove la RTM della 9 si ferma a 130 punti più 5 di bonus, quella presente nella 7955 va a quota 136 punti, sempre con 5 di bonus.
Detto ciò, passiamo a tre funzionalità, risultate non presenti o inattive nella 7850. La prima è History Vault. Questa sorta di Time Machine per Windows si attiva dal Pannello di Controllo, e può essere applicata su qualsiasi drive di propria scelta:
Da lì, però, si richiama solo la sua attivazione. Per poterla utilizzare, è necessario passare dall’Action Center. La troviamo nella sezione “Maintenance”. Per richiamarla in azione, è necessario premere su “Restore personal files”. Prima di tutto, però, è necessario fare in modo di creare le condizioni per utilizzarla. Ecco dunque che ci affideremo a un file di testo farlocco creato per l’occasione.
Abbiamo dunque eliminato il file, per vedere se History Vault aveva registrato il cambiamento nel nostro desktop. Ad accoglierci nel pannello di History Vault è spuntata una interfaccia ancora un po’ rozza, ma comunque funzionale e ben organizzata.
Come se fossimo in Esplora Risorse, possiamo salire di cartella, tornare indietro, scegliere un diverso tipo di visuale per le icone. Nello slider inferiore, invece, possiamo andare rapidamente da un punto di salvataggio all’altro, e tramite il selettore a sinistra ci è consentito scegliere in che modo vogliamo la visualizzazione dei punti, oraria, giornaliera, settimanale, mensile o trimestrale. Di default è prevista la giornaliera.
Esplorata un po’ l’interfaccia di History Vault, andiamo a vedere se è possibile recuperare il file. Abbiamo confrontato i due snapshot più recenti (purtroppo al tempo dello screenshot precedente History Vault non aveva registrato la variazione effettuata): il secondo è riferito alla cancellazione del file. Per la nostra felicità, il file era pronto da recuperare.
A questo punto, è bastato selezionarlo e premere su Restore. Dopo una ulteriore conferma, il file è tornato sul Desktop, come se non l’avessimo mai cancellato. L’unico dettaglio che ci indica il suo ripristino è il “(restored)” aggiunto al nome del file. History Vault promossa a pieni voti, dunque: farà strada.
Passiamo ora a una seconda funzionalità: il Genuine Center. Esso racchiude infatti tutte le informazioni relative allo stato di attivazione di 8. E’ richiamabile da due parti: o tramite Computer -> Properties e premendo nel link in fondo presente nel campo “Windows activation”, oppure tramite l’Action Center, a cui il Genuine Center è direttamente legato.
Nel nostro caso, risultiamo bravi ragazzi, avendo riutilizzato una key risalente alla Beta di 7 che si è attivata correttamente. In caso contrario, si viene avvisati che la copia non risulta autentica e vengono date opzioni per l’inserimento di una nuova chiave oppure per l’acquisto di una copia originale del sistema. Premendo OK, si torna all’Action Center.
Parliamo ora del terzo elemento di novità: Aerolite. Praticamente inutilizzabile nella 7850, qui è molto più definito e funzionante. Rimane però un tema ancora poco gradevole a vedersi, che ha probabilmente bisogno di molte cure prima di essere pienamente utilizzabile.
Da dimenticare i temi ad alto contrasto, rimasugli dell’interfaccia Classic ormai sparita da 8 e assolutamente malfunzionanti.
Per concludere, bisogna purtroppo segnalare una regressione rispetto alla 7850. Nella Milestone 1 era infatti presente una nuova versione di Pulizia Disco graficamente molto ben fatta e più in linea col resto del sistema. A quanto pare, nella 7955 sono tornati sui loro passi, dato che è presente la vecchia interfaccia usata fino a 7.
E’ pienamente funzionante, su questo non ci sono dubbi. Tuttavia, abituati a quella bella interfaccia presente nella 7850, lascia l’amaro in bocca. Speriamo ci ripensino.
Per quanto riguarda la compatibilità dei programmi, la maggior parte di quelli provati funziona bene. Il miglior browser sulla 7955 è Chrome 10, che si comporta in modo impeccabile e senza problemi grafici, al contrario di Firefox 4, che presenta artefatti a intermittenza durante l’uso. Office 2010 e Adobe Reader X non fanno una piega, così come Windows Live Essentials 2011 (l’unico problema è una visualizzazione sgranata dei caratteri nella barra superiore di Raccolta Foto in modalità visualizzazione). Sul capitolo antivirus, è da segnalare la perfetta esecuzione di Microsoft Security Essentials 2.0.719. L’unico problema è dettato dall’installer: va impostato in modalità compatibile con Windows 7, altrimenti sarà mostrato un avviso secondo cui il sistema operativo in uso non è supportato. Superato l’inconveniente, non vi sono problemi.
Insomma, come concludere questa recensione? La build 7955 si comporta davvero molto bene, non sembra dare problemi di sorta, per essere a cavallo tra la Milestone 2 e la Milestone 3 è ottima. Il problema è il livello di funzionalità: il meglio è tutto nascosto, e senza la Red Pill si perde almeno il 70% delle novità di 8. Ad ogni modo, promossa anche la 7955, in attesa di vedere i progressi che sono stati compiuti in build più nuove.
Winbeta

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